
Ieri mentre percorrevo la strada ho incontrato un ciclista carico di roba quasi quanto me, poi neanche a farlo apposta ci siamo ritrovati nello stesso ostello e nella stessa camera. È Irlandese e si chiama John, ha vissuto e lavorato diversi anni a New York ma ultimamente sta a Londra. Come me è partito da San Francisco e dovrà percorrere in bici tutta la California One lungo il Pacifico sino ad attraversare il Messico, tutto questo in cinque mesi. Ha viaggiato tanto in bici facendo anche due Iron Man, quindi è ben preparato, molto più di me.
Questa mattina mi ha mostrato su una mappa le elevazioni lungo il percorso che dovremmo percorrere, la parte più difficile sarà la zona del Big Sur.
Dopo la colazione decidiamo di partire insieme, pensavo che mi avrebbe lasciato indietro dopo qualche km, ma sono riuscito a stargli dietro abbastanza per arrivare insieme sino a Santa Cruz, devo dire che ogni tanto dopo le salite rallentava per aspettarmi. Il percorso comunque non era tanto impegnativo, rispetto a ieri, era quasi una passeggiata. Arriviamo verso le 11:30 e decidiamo di andare a mangiare qualcosa, troviamo un ristorantino sul molo di un porto, dal nome Italiano, Aldo's. Ordino delle buonissime fettuccine al ragù, eccezionali, con una coca fresca; il mio collega invece, ravioli con lo stesso condimento. Nel mentre che mangiamo cerchiamo di prendere una decisione su dove possiamo arrivare, per oggi potremmo fermarci al campeggio da dove adesso scrivo, circa 25 km da Santa Cruz. Abbiamo tempo, quindi la prendiamo comoda, fermandoci in un bar vicino alla spiaggia a bere caffè e a goderci questa bella città Californiana con il sole caldo, spiagge immense e persone che giocano a beach volley come una giornata estiva da noi. Oggi non c'erano onde ma ho visto persone in acqua praticando stand up paddle, dovrò attendere per fare surf. Lasciamo Santa Cruz verso le 14 e percorriamo questi ultimi km facendo un ultima sosta a Rio Del Mar, fermandoci in un piccolo market per comprare qualcosa da mangiare stasera al campeggio, prendiamo spaghetti con un sugo pronto, pane, succo di frutta e qualcosa per la colazione per domani mattina. Arriviamo al camping verso le 15:30, paghiamo 5$ a testa e iniziamo a piazzare le tende nel posto assegnato. La tenda comprata da Rei è perfetta e facile da montare, ho allestito il mio bel letto, sacco a pelo con cuscino comprati alla Decathlon di Sassari. Finito di preparare la camera da letto per la notte, una bella doccia calda per 50 cent nella casetta vicino, mentre nel frattempo John metteva l'acqua a bollire per la pasta, nei nostri fornellini. Devo dire che lui ha un sistema migliore del mio per cucinare, il suo quando è chiuso occupa meno spazio, in un singolo pezzo ha tutto, pentolino, gas e posate. Non deve far altro che togliere la bombola da dentro lo stesso pentolino, attaccarla sotto tramite un aggancio e il tutto rimane compatto a forma di borraccia. Io invece ho tre pezzi separati, la bombola, il fornellino da attaccare su dove poi vado ad appoggiare il pentolino, rimane un po più scomodo, se c'è vento la fiamma si sposta troppo e tarda di più a bollire e comunque il pentolino non rimane fisso sopra. Finito di mangiare, prepariamo un buon caffè, parliamo un pò sul da farsi per il percorso di domani decidendo di percorrere all'incirca gli stessi km di oggi che ci porteranno sino a Monterey, poi domani vedremmo con più calma. Inizia a fare freddo fuori e l'umidità è tanta, siamo quasi attaccati all'oceano, decidiamo di rintanarci ognuno nella propia tenda.
Cazzo adesso sentivo dei rumori, apro la tenda, punto la luce e vedo 5 procioni sgranocchiando il nostro pane, non so come sono riusciti a sfilarlo da dentro l'armadietto di legno! Speriamo non si mangino anche le bici! È uscito John a mandarli via e ha messo la sua bici davanti all'armadietto dove ci sono le ante. Adesso sentivo ancora rumori, sono uscito fuori per mandarli via di nuovo e ho visto il mio zaino fuori e mi sono ricordato di aver dentro il cibo. Mi avvicino... porca vacca me lo hanno aperto dalla cerniera e si son pappati le mie barrette energetiche, maledetti! Sposto la bici di Jonh e metto lo zaino dentro il mobile in legno rimettendo la bici a protezione com'era prima. Prima lezione: non lasciare zaini che contengono cibo fuori quando si campeggia, quei bastardi hanno manine umane al posto di zampette.
Questa mattina ci siamo svegliati con la sorpresa, tutte e due le bici erano per terra. Quegli animaletti malefici erano riusciti a farle cadere sporcando tutte le borse con le loro sudice zampette. Potrebbero sembrare anche carini guardandoli mentre mangiano, ma sono veramente dispettosi. Oltre questo, questa mattina c'era una nebbia fitta e faceva freddo, tutto era bagnato dall'umidità. Ieri notte sono entrato in tenda verso le 19 e alle 21 circa credo di essermi addormentato nonostante fossimo circondati da procioni. Mi sono svegliato mille volte per cambiare posizione, la schiena faceva male e non riuscivo a trovare una posizione buona per dormire comodo, solo con il sacco a pelo non fa.
Mi alzo definitivamente verso le 7:30, anche John praticamente alla stessa ora. Prepariamo la colazione con quel poco che era rimasto e sistemiamo tutta la roba per ripartire. Alle 9 riprendiamo il viaggio in mezzo alla nebbia, metto il gilet fosforescente e accendo la lucetta posteriore, non si sa mai che qualcuno non ci veda. Il percorso di oggi è tranquillo con pendenze accettabili, percorriamo circa 30 km e ci fermiamo a Castroville, il paese dei carciofi, per mangiare qualcosa. Il primo ristorantino entrando nel paese può andare, parcheggiamo le bici ed entriamo. Quasi in tutto il menù sono compresi i carciofi, decidiamo di fare un'altra colazione prendendo omelette con patate al forno e pane tostato. Verso le 12:30 ci rimettiamo in viaggio e arriviamo a Monterey alle 14:00 percorrendo percorsi ciclabili vicino alla costa per quasi tutto il tempo. Decidiamo di dirigerci verso un ostello ma quando arriviamo è chiuso e nella porta c'è scritto che avrebbe riaperto dalle 16. Abbiamo due ore, decidiamo di cercare un bike shop, a John serviva un pezzo di ricambio mentre io dovevo gonfiare le gomme. Ne troviamo uno subito grazie all'aiuto di google maps, sistemate queste cose avevo bisogno di recuperare un negozio outdoor per un materassino gonfiabile. L'unico abbastanza vicino si trova a 15 km, decidiamo di andarci. Riesco a trovare quello che cercavo, adesso non dovrei avere problemi, almeno di comodità, nel dormire in tenda. Torniamo in ostello, facciamo il check-in, ci diamo una sistemata e andiamo a mangiare. Ci facciamo una pizza e qualche birra e nel mentre parliamo sul da farsi per domani. John forse rimarrà qua ancora per un giorno, io dovrò decidere.
Monterey è un bel posto, potrei rimanere e provare a fare surf ma deciderò domattina, adesso voglio ritornare in ostello e buttarmi sul materasso soffice e godermelo il più possibile.